L’Azienda Agricola Culuccia è più di una semplice azienda agricola. È un’avventura imprenditoriale e un progetto di valorizzazione del piccolo paradiso naturale racchiuso nell’Isola di Culuccia, anche nota come Isola delle Vacche. Un’isola sarda dalla terra fertile e dai molti frutti, che Stella e Marco Boglione stanno riportando in vita, anche attraverso produzioni agroalimentari di altissima qualità , nel rispetto della sua natura, del suo paesaggio e della sua storia. L’Azienda Agricola Culuccia rappresenta la rinascita di un’isola.
La Culuccia è appartenuta per quasi due secoli alla famiglia Sanna, originaria di Arzachena, il cui discendente Angelo, a tutti noto come il leggendario Ziu Agnuleddu, se ne prese cura fino alla sua scomparsa, all’età di 94 anni, avvenuta del 1996.
Dopo la morte di Ziu Agnuleddu, l’isola è rimasta a lungo semi-deserta e in stato di abbandono, finché nel 2017 la famiglia Boglione ne è diventata la nuova proprietaria.
Negli Anni Sessanta Culuccia attirò le attenzioni di molti investitori, interessati ad acquistarla per sviluppare un progetto turistico complementare alla Costa Smeralda, ma il Sanna rifiutò ogni proposta per preservare la bellezza della sua isola.
Grazie ai suoi sforzi, da decenni Culuccia è tutelata da importanti disposizioni naturalistico-ambientali. Dal 1992 è Oasi Permanente di Protezione Faunistica e di Cattura, e vi è proibita l’attività venatoria. Dal 2004 l’isola è Area di Notevole Interesse Pubblico, di cui sono tutelati il sistema baie, promontori e scogli, i sistemi dunali della Spiaggia del Liscia e le zone umide costiere retrostanti. Inoltre, l’area marina circostante Culuccia fa parte della rete europea di aree protette chiamata Rete Natura 2000, istituita per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciate o rare nel territorio dell’Unione. Ed è proprio per preservarne il patrimonio floro-faunistico che è nato l’Osservatorio Naturalistico Isola di Culuccia.
L’Osservatorio, diretto dalla dottoressa Sabrina Rossi, ha già avviato alcune collaborazioni con prestigiose Università ed Enti locali per sviluppare progetti di studio e tutela dell’isola e della zona umida, favorendone così una fruizione consapevole. Il lavoro di valorizzazione è iniziato dalla riapertura di 15 chilometri di strade bianche carrabili, identificate grazie alle foto aeree delle Forze Alleate scattate alla fine della Seconda guerra mondiale.
La superficie totale dell’isola è di circa 300 ettari, in cui sono presenti due vigne di Vermentino DOCG di Gallura, la peschiera di ostriche di Porto Pozzo, numerosi recinti, ricoveri e abbeveratoi per animali, tra i quali asini, capre e le famose vacche di Culuccia, che sono tornate spontaneamente sull’isola e si stanno già riproducendo.
L’isola è un luogo di grande biodiversità . Nell’entroterra prospera una vegetazione fittissima di ginepri, olivastri, lentischi, filliree, corbezzoli, mirti, cisti e ginestre. La macchia mediterranea, dalle cui fioriture le api della Culuccia producono un miele dal sapore unico. Dai frutti del mirto, l’azienda agricola prepara la sua pregiata versione del tipico e intenso liquore sardo. E dal ginepro produce il suo gin.
La fauna è ricca e diversificata, con molte specie che si incontrano facilmente, come tartarughe, pernici, cheppie, cormorani, lepri, volpi, cinghiali e molte altre più rare o elusive, come la martora, il gatto selvatico sardo (detto gatto maccione), il tursiope, il marangone dal ciuffo, il gabbiano corso o il falco pescatore.
A primavera o in autunno, molti uccelli migratori che attraversano il Mediterraneo sostano a Culuccia, in particolare nella sua zona umida, per riposare o nutrirsi, oppure vi giungono per nidificare o svernare. I volatili non sono gli unici a migrare verso queste splendide terre. Ad appena 40 chilometri brillano luoghi esclusivi come Porto Rotondo e Porto Cervo.
«Intendiamoci: amo la Costa Smeralda e adoro Porto Rotondo – dice l’imprenditore torinese fondatore di BasicNet – qui però voglio costruire qualcosa di diverso e non in competizione, per un’altra tipologia di frequentatori. La Gallura è un territorio meraviglioso. Mi piacerebbe creare un posto unico per i giovani del futuro, quelli che sapranno apprezzare un turismo sostenibile, immerso nella natura, fatto di prodotti della terra e di culture».
I sentieri della Culuccia sono percorsi tutto l’anno dalle visite guidate organizzate dall’Osservatorio Naturalistico. L’Azienda Agricola Culuccia intende rendere l’isola accessibile a visitatori consapevoli, nel rispetto e nella salvaguardia della sua Natura. L’isola accoglie i suoi ospiti offrendo un servizio di ospitalità completo: dall’approdo ai tre pontili alla ristorazione, nell’incantata cornice della spiaggia di Macchia Mala.
Il nuovo volto della Sardegna, all’insegna del gusto e della sostenibilità , si sta delineando nei 300 ettari dell’isola dove Marco Boglione ha investito in questa avventura chiamata Azienda Agricola Culuccia.
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